Mi chiamo Chiara Cocco, ho 28 anni e vivo a Torino, anche se sono nata e cresciuta a Milano. Sono una graphic designer e ho conseguito il diploma in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Marzo 2017. Ma il mio lavoro, oltre che la mia passione più grande, è la fotografia. Dal 2018 collaboro con diverse aziende producendo per loro contenuti visivi. Amo viaggiare, amo il cibo in ogni sua forma, amo la musica. Scrivo di tutto e un po’! Stay Tuned!
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RISTORANTE ANTINÈ: LA TRADIZIONE PIEMONTESE IN CHIAVE GOURMET

Chef Manuel Bouchard nasce e cresce in Piemonte, il suo amore per la cucina lo porta a studiare all’istituto alberghiero di Pinerolo e, all’età di 16 anni, mette piede nella sua prima cucina. Ma basta appena un anno di gavetta per approdare al suo primo ristorante stellato, il Flipot, con 2 stelle Michelin. In seguito per lui si apriranno le porte delle cucine del Vicolo Santa Lucia con 1 stella Michelin, del Piccolo Lago di Marco Sacco, 2 stelle Michelin e del Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo, 2 stelle Michelin.

Ma è nel 2013 che Chef Bouchard decide di aprire il suo primo ristorante.Siamo a Barbaresco, piccolo comune in provincia di Cuneo, nel cuore delle Langhe. Zona ricca di vigneti, nota per i pregiatissimi vini tra i quali, appunto, il Barbaresco. Passeggiando tra le antiche strade di questo storico paese ci troviamo davanti al portoncino verde di un’antica palazzina che, in passato, ha ospitato le prigioni, proprio a pochi passi dalla famosa cantina Gaja. Qui sorge il ristorante Antinè.

Veniamo accolti dallo chef Bouchard e da Monica Moschetti, Maître di sala che, con eleganza e gentilezza, ci accompagna al piano superiore. Qui troviamo un’ampia sala, dall’arredamento minimalista ed elegante. Ogni elemento è studiato nei minimi dettagli, dalle posate d’argento, all’utilizzo del legno e del sughero negli impiattamenti. Attraverso le finestre scorgiamo l’incredibile panorama delle Langhe, con i suoi vigneti.

La cucina di Chef Bouchard  è un mix tra classicità e innovazione, una continua ricerca di accostamenti, a volte insoliti, senza mai stravolgere la cucina della tradizione piemontese, bensì rinnovandola. Nei suoi piatti si denota l’enorme rispetto per le materie prime, l’impegno nel lavorarle con le migliori tecniche, mantenendone le caratteristiche e rendendo distinguibile il gusto di ogni ingrediente.

Un’esperienza unica ed emozionante, che ora vi racconterò passo per passo.

Per il nostro pranzo abbiamo deciso di farci guidare totalmente dallo Chef e dalla Maître di sala.

La nostra esperienza inizia con un benvenuto dalla cucina diviso in 3 portate:

Crema di cavolfiore con polvere di nocciole e acciughe. Foglioline di barbabietola.

Peperone ricostruito ripieno di bagna càuda. 100% rapa, crema di rapa bianca con un fazzoletto di rapa fermentata e sciroppo di rapa. Ficoide glaciale passata nella maionese al dragoncello e nel katsuobushi.

Gelato di melanzane arrostite e crema di pomodori confit con basilico limonato

Successivamente siamo passati agli antipasti, partendo con la speciale Giardiniera, mix di verdure cotte in agrodolce con differenti aceti per ogni singola verdura, gelèe di acqua di tonno, polvere di peperoni e chiodi di garofano.

Trombette e nasturzio in 3 versioni:

-Parfait di Rocchetta con crema di nasturzio e acetosa, un fiore di trombetta al di sopra.

-Foglie di nasturzio fresche con un brodo di trombette affumicate e grigliate.

-Il fiore del nasturzio farcito con una mousseline alle trombette.

Bavarese al rafano, tartare di gambero rosso di Mazara condita con gelo allo zenzero, crema di baccelli di piselli e piselli freschi, acqua di dragoncello.

Sgombro crudo marinato in salsa di soia allo yuzu, dei cetrioli conditi con gelo al lime, caviale di trota, emulsione di latte fermentato e olio al rafano.

Crema di fave pelate e sbollentate alla base e salsiccia di Bra cruda, acqua di Plaisentif, formaggio ottenuto da latte di mucche che hanno prevalentemente mangiato in campi ricchi di viole.

Fassona marinata in olio all’aglio, crema al Grana, gel di funghi porcini e olio al prezzemolo

Prima di passare al primo piatto, uno dei giovani sous chef ci ha estasiato facendoci annusare un distillato al ragù, dal profumo inebriante, per preparare l’olfatto alla degustazione del piatto successivo.

Questo è il piatto che ci ha meravigliati maggiormente, si tratta infatti del loro spaghetto al ragù che non c’è, ovvero tutto il sapore del ragù sottoforma di una cremosa, deliziosa salsa.

Come secondo abbiamo avuto il piacere di provare animelle e cardoncelli. Animelle saltate in padella, purea di tartufo nero, cardoncello cotto e tenuto nella sua acqua, poi grigliato.

Il pranzo si è concluso con il dolce, glara di mele, sfera di pane, sorbetto di mela, mele cotte nell’olio d’oliva e vaniglia, spuma di pane fermentato e geleè di mele. E, a seguire, una selezione di dolci di piccola pasticceria.

Durante il pranzo abbiamo avuto l’opportunità di provare vari vini locali, ognuno abbinato perfettamente a ciò che stavamo gustando.

I menu fissi:

IN LANGA

4 portate più benvenuto dalla cucina e selezione di piccola pasticceria

60€

IL TERRITORIO

5 portate più benvenuto dalla cucina e selezione di piccola pasticceria

85€

INNOCENTI EVASIONI

6 portate più benvenuto dalla cucina e selezione di piccola pasticceria

110€

Ma è possibile ordinare anche dal menu a la carte.

Considerazioni

Abbinamenti sorprendenti e inaspettati, materie prime eccellenti e insolite.

Il livello del ristorante è molto alto, ma l’accoglienza e l’ambiente fanno sì che ci si senta subito a proprio agio. Cucina tipica piemontese, ma rivisitata in chiave gourmet. Una gran bella esperienza.

Il ristorante Antinè si trova a Barbaresco (CN) in via Torino 16.

https://www.antine.it/

info@antine.it

Tel: +39 0173 635294

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