Mi chiamo Chiara Cocco, ho 28 anni e vivo a Torino, anche se sono nata e cresciuta a Milano. Sono una graphic designer e ho conseguito il diploma in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Marzo 2017. Ma il mio lavoro, oltre che la mia passione più grande, è la fotografia. Dal 2018 collaboro con diverse aziende producendo per loro contenuti visivi. Amo viaggiare, amo il cibo in ogni sua forma, amo la musica. Scrivo di tutto e un po’! Stay Tuned!
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Flat lay, fotografare dall’alto.

Cosa sono i flat lay? Sono sicura che ve li troviate davanti continuamente scorrendo le foto su social come Instagram e Tumbr. Si tratta, infatti, di quel genere di foto scattate dall’alto, di solito rappresentante una serie di oggetti, oppure del cibo, disposti su un fondale (che sia un tavolo, un tappeto, un letto, il pavimento).

Ho sempre amato i flat lay, le reputo delle vere e proprie composizioni, con quel tocco scenografico e pittorico. Ma quali sono i segreti per realizzare un flat lay impeccabile?

 

L’importanza della luce

Parto da qui in quanto reputo che la luce sia l’elemento che fa la differenza. Un flat lay semibuio o tendente al giallo non rende giustizia ai soggetti. La luce migliore è, senza dubbio, quella naturale, ma è da evitare la luce diretta del sole che altera i colori. Io generalmente fotografo davanti alla finestra, eventualmente coprendola con la tenda bianca nel caso in cui il sole sia troppo imponente, fotografo sempre di giorno e sempre entro le ore vicine al tramonto (La famosa “golden hour”, molto ricercata in fotografia, è nemica dei flat lay!). La luce artificiale, quella che abbiamo comunemente in casa, è quasi sempre tendente al giallo e crea il problema delle ombre, è quindi decisamente da evitare.

 

Che tipo di fondale scegliere?

E qui potete sbizzarrirvi, ogni fondale crea un’atmosfera diversa, una colazione disposta su un letto tra le lenzuola bianche esprimerà una sensazione diversa rispetto ad una colazione disposta su un tavolo, il tavolo stesso potrebbe essere di un  legno invecchiato che darà una sensazione di calore, di casa antica, di storia, o di freddo marmo che rende tutto più moderno. Sta a voi decidere.

 

Il posizionamento degli oggetti

E qui viene il bello, anche in un flat lay apparentemente disordinato nulla è dettato dal caso. Potete decidere se posizionare gli oggetti in maniera ordinata, simmetrica, o in un disordine calcolato che rende la scena più vissuta e realistica. È importante l’estetica, l’equilibrio tra spazi vuoti e spazi pieni, ma in che senso? Questo è un discorso che vale in generale per tutti i tipi di fotografia, ma in particolare nel momento in cui si posizionano gli oggetti per un flat lay è importante decidere in che punto dell’immagine dovrà ricadere il peso visivo e disporre gli oggetti in maniera tale che si crei un certo equilibrio, vi faccio un esempio:

In questa immagine è il piatto con la frutta ad avere il maggiore peso visivo, in quanto è più grande degli altri soggetti e si trova in basso (un oggetto posizionato in basso ha un peso maggiore rispetto ad un oggetto posizionato in alto, così come un oggetto posizionato sulla destra avrà un peso maggiore rispetto ad un altro posizionato sulla sinistra), ma anche i colori, in questo caso caldi, lo rendono più visibile. Tutto il resto fa da contorno. In questo caso io ho utilizzato le ciliegie per riempire gli spazi vuoti e dare più equilibrio all’immagine. In ogni caso saranno il vostro occhio, la vostra esperienza e i vostri gusti a determinare l’equilibrio dell’immagine.

 

Raccontare una storia

Il bello di questo tipo di fotografia è che offre un punto di vista alternativo su determinate situazioni, raccontando quasi sempre una storia. Specialmente quando gli oggetti sono disposti in apparente disordine, viene subito da pensare ad una scena di vita quotidiana, una tavola imbandita, apparecchiata per due, con una mano che afferra il bicchiere, può far pensare ad un pranzo di coppia e se le persone fossero più di due, ad un pranzo tra amici. Decidere in anticipo che genere di storia raccontare vi aiuterà a creare una composizione perfetta!

 

Post-editing, sì o no?

Nel flat lay il post-editing, che sia fatto con Photoshop o con una qualsiasi app, è molto utile, specialmente per il fattore luce. Possiamo infatti rendere più o meno luminosa l’immagine, regolare la dominante di colore (ad esempio possiamo “sbiancare” un’immagine tendente al giallo o al blu), e rendere i colori più nitidi. Inoltre ultimamente le applicazioni come VSCO offrono filtri delicati e perfetti per essere usati sulle fotografie flat lay.

 

Che altro aggiungere?

Di flat lay ne è pieno il web, si può trarre ispirazione, ma bisogna assolutamente evitare il copia-incolla. La parte più bella di questo genere di fotografia è la possibilità di dare libero sfogo alla nostra fantasia, sbizzarritevi, fotografate tutto ciò che volete, usate i colori e i contrasti, divertitevi! L’unica parte noiosa sarà il dopo-scatto, quando dovrete mettere tutto in ordine (ma nel caso dei food flat lay potrete finalmente mangiare!)

Chiara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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